
Ora di punta, ora di pranzo. Un cliente avvicina il telefono al POS, aspetta il bip e va a prendersi il caffè. Quello dopo chiede: "Accettate Google Pay?"
Oggi la risposta dei commercianti italiani è quasi sempre "Sì", ma vale comunque la pena fare un po' di chiarezza.
I wallet come Apple Pay e Google Pay si stanno diffondendo molto: in Italia ormai una quota importante di persone li usa per pagare nei negozi. Per te non sono solo un metodo di pagamento comodo per i clienti: sono uno strumento per velocizzare il servizio, semplificare gli incassi e persino superare i limiti delle normali transazioni contactless.
Ma qual è la differenza tra i due?
Questa guida ti spiega cosa cambia tra Apple Pay e Google Pay, e perché la tua attività in Italia conviene che sia pronta ad accettarli entrambi.
Apple Pay o Google Pay: cosa cambia davvero per gli esercenti?
Dal punto di vista dell'esercente, Apple Pay e Google Pay sono praticamente identici.
Entrambi usano la tecnologia NFC (Near Field Communication) per trasmettere i dati di pagamento dallo smartphone o smartwatch al POS. E se il tuo POS accetta i pagamenti contactless Visa e Mastercard (come fanno tutti i POS Teya), accetta in automatico anche Apple Pay e Google Pay.
Non devi fare nulla di particolare per attivarli.
In cosa si somigliano:
Costo: nessun costo aggiuntivo per chi li accetta. Paghi la stessa tariffa delle transazioni con carta.
Velocità: entrambi elaborano il pagamento all'istante.
Sicurezza: entrambi usano la tokenizzazione per proteggere i dati (più sotto spieghiamo cos'è).
La principale differenza: i limiti di transazione
È questo il vero asso nella manica dei wallet.
In Italia il limite per i pagamenti contactless con carta fisica è di solito intorno ai 50 euro: oltre quella cifra, al cliente viene chiesto il PIN. Apple Pay e Google Pay, invece, possono andare oltre questo limite.
Il motivo è che il cliente autorizza il pagamento direttamente sul suo dispositivo, con i dati biometrici (Face ID, Touch ID o impronta): il pagamento risulta già verificato secondo i criteri dell'Autenticazione Forte del Cliente (SCA).
Per il cliente: può pagare un pranzo di gruppo da 200 euro o un capo da 500 euro con un solo tocco.
Per te: non devi più fermare chi supera il limite per fargli inserire la carta. L'esperienza è più fluida.
Apple Pay: uno dei leader del mercato in Italia
Apple Pay ha una posizione di rilievo tra i pagamenti da smartphone in Italia, ed è il metodo preferito da molti utenti di wallet.
Chi lo usa: di solito chi ha un iPhone.
Tecnologia: si integra bene con Apple Watch, comodo per i pagamenti al volo.
Sicurezza: usa un chip dedicato (Secure Element) sul dispositivo per conservare i dati cifrati. Apple non condivide mai il numero vero della carta con te né con altri.
Google Pay in Italia
Insieme ad Apple Pay, Google Pay è uno degli standard di pagamento da smartphone più diffusi. Accettarlo, nel tuo punto vendita o sul tuo e-commerce, significa aprirti a milioni di utenti Android (Samsung, Xiaomi, Pixel) in Italia.
Chi lo usa: gran parte degli smartphone in Italia è Android, quindi non accettare Google Pay vuol dire tagliare fuori una fetta importante di potenziali clienti.
Tecnologia: funziona su tantissimi dispositivi, dai telefoni economici ai modelli di punta.
Sicurezza: usa la Host Card Emulation e una tokenizzazione basata su cloud. Come Apple, nasconde all'esercente il numero reale della carta.
Perché la tokenizzazione rende i pagamenti sicuri
Forse hai già sentito parlare di tokenizzazione. Ecco cosa significa, in parole semplici.
Quando un cliente paga con la carta fisica, il POS legge il numero della carta, le 16 cifre che hai davanti. Se qualcuno intercetta quel numero, può clonare la carta.
Con Apple Pay o Google Pay, invece, il telefono non invia il numero della carta ma un token: una sequenza di numeri generata al posto suo. Così, anche se i dati venissero intercettati, resterebbe in mano un token inutile, non il numero di una carta.
In sostanza, accettare un pagamento dal telefono è ancora più sicuro che accettarlo con la carta.
Perché conviene accettarli entrambi
Funzionano sulla stessa tecnologia NFC, quindi per te non c'è differenza tra l'uno e l'altro. Vale però la pena far sapere ai clienti che li accetti tutti e due.
Metti gli adesivi con i loghi di Apple Pay e Google Pay in vetrina, così chi entra sa subito che può pagare come preferisce.
Alla cassa, se un cliente chiede "Posso pagare col telefono?", rispondi pure "Telefono, carta o orologio: come preferisci".
Come Teya mette insieme tutti i tuoi pagamenti
Quello che conta per un esercente è incassare. Per questo, secondo noi, non sei tu a doverti preoccupare di quale wallet usa il cliente.
Ecco perché ogni [POS Teya] è già pronto ad accettare Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay e i wallet che arriveranno, fin da subito.
Nessuna configurazione: funziona da subito.
Nessun costo aggiuntivo: non applichiamo commissioni extra per i pagamenti da wallet.
Pagamenti rapidi: comunque paghi il cliente, con il volto, l'impronta o la carta, i tuoi soldi arrivano il giorno lavorativo successivo.
Conclusione: meno attese alla cassa, più vendite
Mentre Apple Pay e Google Pay si contendono il mercato dei consumatori, per la tua attività non sono concorrenti, ma alleati strategici. Integrarli significa accettare pagamenti sicuri, contactless e ad alto valore in pochissimi secondi.La sfida tra Apple Pay e Google Pay è importante per i consumatori, ma per te sono entrambi alleati, perché ti permettono di accettare pagamenti sicuri e di alto valore più velocemente che mai.
Apple Pay e Google Pay si contendono i clienti, ma per la tua attività non sono rivali: sono due strumenti che ti convengono entrambi. Accettarli significa incassare pagamenti sicuri, contactless e anche di importo alto in pochi secondi.
Accettando i wallet non solo stai al passo coi tempi, ma togli ogni ostacolo tra il cliente e l'acquisto. E in un negozio, su un e-commerce o in un bar affollato, meno coda alla cassa significa più vendite e clienti più contenti.
Vuoi poter accettare qualsiasi pagamento? Inizia oggi stesso con Teya.
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